16/3/2011
2011, ANNO INTERNAZIONALE DELLA CHIMICA:
APPELLO PER LA VALORIZZAZIONE DEI DOCENTI ABILITATI NELLA CLASSE A013 (Futura A-34)
NEI NUOVI LICEI ED ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI
,
DI: SOCIETA’ CHIMICA ITALIANA, CONSIGLIO NAZIONALE DEI CHIMICI, CONFERENZA DEI PRESIDENTI DEI CONSIGLI DI CORSO DI LAUREA DI AREA CHIMICA, ASSOCIAZIONE INSEGNANTI CHIMICI, COORDINAMENTO DOCENTI DI DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE e GRUPPO DOCENTI DI CHIMICA E TECNOLOGIE CHIMICHE
leggi il testo dell'appello (link al sito CNC)

COMUNICATO CONGIUNTO DI UNIONE MATEMATICA ITALIANA E COORDINAMENTO DOCENTI DI DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE

UNIONE MATEMATICA ITALIANA
http://umi.dm.unibo.it/
umi@dm.unibo.it

COORDINAMENTO DOCENTI
DI DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE
http://coo-disc-scient-tecnol.blogspot.com/
coord.doc.disc.scient.tecn@gmail.com

COMUNICATO CONGIUNTO

Oggetto: RIFORMA DELLA SCUOLA SUPERIORE: I TAGLI DELLE ORE DELLE DISCIPLINE MATEMATICHE, SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE SONO CONTRO LE INDICAZIONI OCSE E LE NUOVE CLASSI DI CONCORSO SONO CONTRO LA VALORIZZAZIONE DELLE SPECIFICHE COMPETENZE DEI DOCENTI

Nonostante le indicazione dell'OCSE siano che “(...)La riduzione delle ore di insegnamento deve (…) evitare le ore relative alle discipline delle aree matematico-scientifico-tecnologiche(...)", i regolamenti approvati in prima lettura dal Governo vanno in direzione opposta: ancora una volta, nella scuola italiana, la cultura matematica, scientifica e tecnologica viene collocata in posizione di serie B rispetto a quella umanistica. Infatti:

1) in tutti gli Istituti Tecnici e Professionali, si ha un taglio di oltre il 20% delle ore delle discipline scientifiche e tecnologiche di indirizzo, con l’incomprensibile aumento delle ore di Italiano del 15%. Conseguenza: futuri periti con competenze molto minori degli attuali. Come se ciò non bastasse, nei bienni iniziali, le ore delle discipline scientifiche subiscono un taglio che arriva al 50-75%: ad esempio, solo 2 ore di chimica nell'intero quinquennio tecnico economico e nei professionali, insufficienti per il necessario laboratorio. Sempre negli Istituti Tecnici, non si capisce inoltre il motivo per cui per l'insegnamento della matematica non si possa fare riferimento alla sola classe di concorso A-25.

2) Nei Licei purtroppo tale sottovalutazione della cultura matematica, scientifica e tecnologica raggiunge livelli paradossali: oltre al numero di ore assurdamente esiguo, e insufficiente alle necessarie attività laboratoriali, si insiste con l'assurdo accorpamento della Chimica con le Scienze della terra e biologia, in un unico insegnamento (denominato "Scienze Naturali" che invece andrebbe scisso nei diversi e distinti insegnamenti "Chimica", da affidare ai laureati in Chimica e "Scienze della terra e biologia" da affidare ai laureati in scienze naturali o biologiche) e lo stesso dicasi della matematica e della fisica, assegnate, anche qui per una incomprensibile "tradizione", ad un unico docente. Purtroppo, infatti, per questi insegnamenti si preferisce conservare la dannosa illogicità dell'attuale status quo, per cui si verifica l'assurdità che i Matematici, come i Chimici, potranno insegnare la disciplina in cui si sono laureati negli Istituti Tecnici, ma non potranno farlo nei Licei.

3) Tali storture hanno una sorta di perversa sinergia con la organizzazione delle nuove Classi di concorso, che prevedono assurdi accorpamenti disciplinari che vanno smaccatamente contro la qualità dell'insegnamento e che non tengono conto della valorizzazione delle risorse umane: si dimentica infatti che gli attuali docenti italiani di discipline scientifiche e tecnologiche hanno una formazione universitaria monodisciplinare.
Quindi devono essere assolutamente evitate classi di concorso pluridisciplinari, non deve più bastare aver sostenuto 1-2 esami di una disciplina scientifica, per insegnarla! Nel concreto: la nuova classe A-46 “SCIENZE NATURALI, CHIMICHE E BIOLOGICHE”, va trasformata in A-46 “SCIENZE NATURALI E BIOLOGICHE”, per i laureati in scienze naturali o biologiche, affidando la Chimica ai soli docenti Laureati in Chimica o discipline Chimiche della classe A-33 “scienze e tecnologie chimiche” e la classe A-26 “MATEMATICA E FISICA”, andrebbe eliminata completamente, facendo solo riferimento alle classi A-25 “Matematica” e A-19 “Fisica”.

Così si valorizzerebbe una risorsa del nostro Paese, che, se optasse per mantenere tali artificiosi e velleitari accorpamenti, opterebbe per una scuola di pessima qualità e fuori dal contesto europeo e dei Paesi con una avanzata cultura matematica, scientifica e tecnologica.

Prof. Franco Brezzi
Unione Matematica Italiana

Prof. Rosario Saccà
Coordinamento docenti di discipline scientifiche e tecnologiche


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da http://www.educationduepuntozero.it/Community/2009/07/31/sacca.shtml

Non tagliamo le ore alle discipline scientifiche!


Sulla riforma della scuola superiore: i tagli alle ore delle discipline scientifiche sono contro le indicazioni dell'OCSE.

L'Ocse parla molto chiaro: le sue indicazioni sono che “(l)a riduzione delle ore di insegnamento deve (…) evitare le ore relative alle discipline delle aree matematico-scientifico-tecnologiche (…)”. Ma i regolamenti approvati dal Governo vanno in direzione opposta: ancora una volta, nella scuola italiana, la cultura scientifica e tecnologica viene collocata in posizioni di serie B rispetto a quella umanistica.

Infatti, in tutti gli Istituti Tecnici e Professionali, si ha un taglio di oltre il 20% delle ore delle discipline scientifiche e tecnologiche di indirizzo, con l’incomprensibile aumento delle ore di Italiano del 15%. Conseguenza: futuri periti con competenze decisamente minori rispetto agli attuali. Come se ciò non bastasse, nei bienni iniziali, le ore delle discipline scientifiche subiscono un taglio che arriva al 50-75%: ad esempio, solo 2 ore di chimica nell'intero quinquennio tecnico economico e nei professionali, insufficienti per il necessario laboratorio.

Se si vuole che il numero di iscritti in corsi di Laurea scientifici e tecnologici raggiunga livelli percentualmente comparabili almeno a quelli di Paesi emergenti, però, si deve capire che le vocazioni scientifiche e tecnologiche (anche in termini di scelta di studi accademici) possono essere presenti in tutte le scuole superiori e quindi bisogna ammettere la possibilità che uno studente di questi corsi potrebbe iscriversi anche a Medicina. Ma, con queste "microporzioni" di sapere scientifico, uno studente di queste scuole potrebbe mai sperare di superare i test di ingresso?

Accanto a un taglio delle ore di oltre il 50% per i docenti, si vorrebbe inoltre affidare, nei Professionali, l’insegnamento di discipline scientifiche e tecnologiche a docenti diplomati, gli ITP. Senza nulla togliere al loro valore, utilissima copresenza che tale, anche per motivi di sicurezza, deve restare, è però evidente per chi le conosce che le discipline chimiche, fisiche, ingegneristiche, le devono insegnare i rispettivi laureati: non basta cambiare l'etichetta ridenominandole con nomi nuovi e fantasiosi.

Nei Licei purtroppo tale sottovalutazione della cultura scientifica e tecnologica raggiunge livelli paradossali: oltre al numero di ore esiguo, e insufficiente alle necessarie attività laboratoriali, si insiste con l'assurdo accorpamento della Chimica con le Scienze della terra e biologia, in un unico insegnamento (denominato "Scienze Naturali" che invece andrebbe scisso nei diversi e distinti insegnamenti "Chimica", da affidare ai laureati in Chimica e "Scienze della terra e biologia" da affidare ai laureati in scienze naturali o biologiche e lo stesso dicasi della matematica e della fisica, assegnate a un unico docente. Purtroppo infatti si preferisce conservare l'attuale status quo, per cui si verifica l'assurdità che i matematici, come i chimici, possono insegnare la disciplina in cui si sono laureati negli Istituti Tecnici, ma non possono farlo nei Licei.

Tali storture hanno una sorta di perversa sinergia con la organizzazione delle nuove Classi di concorso, che prevedono accorpamenti disciplinari che vanno smaccatamente contro la qualità dell'insegnamento e che non tengono conto della valorizzazione delle risorse umane: si dimentica infatti che gli attuali docenti italiani di discipline scientifiche e tecnologiche hanno una formazione universitaria monodisciplinare.

Quindi devono essere assolutamente evitate classi di concorso pluridisciplinari, non deve più bastare aver sostenuto 1-2 esami di una disciplina scientifica, per insegnarla! Nel concreto: la nuova classe A-46 “SCIENZE NATURALI, CHIMICHE E BIOLOGICHE”, va trasformata in A-46 “SCIENZE NATURALI E BIOLOGICHE”, per i laureati in scienze naturali o biologiche, affidando la Chimica ai soli docenti Laureati in Chimica o discipline Chimiche della classe A-33 “scienze e tecnologie chimiche” e la classe A-26 “MATEMATICA E FISICA”, andrebbe eliminata completamente, facendo solo riferimento alle classi A-25 “Matematica” e A-19 “Fisica”.

Così si valorizzerebbe una risorsa del nostro Paese, che, se optasse per mantenere tali artificiosi e velleitari accorpamenti, sceglierebbe in definitivia per una scuola di pessima qualità e fuori dal contesto europeo e dei Paesi scientificamente e tecnologicamente avanzati.

Prof. Rosario Saccà
Coordinamento docenti di discipline scientifiche e tecnologiche
coord.doc.disc.scient.tecn@gmail.com
Si riportano di seguito:
1) lettera aperta del 13/6/09 avente per oggetto "REGOLAMENTI DI LICEI ED ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI E DELLE NUOVE CLASSI DI CONCORSO RECENTEMENTE APPROVATI DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI"
2) comunicato del 15/5/09 sulle bozze di regolamento e di quadri orario di Istituti Tecnici, Professionali e Licei
3) comunicato stampa del 29/5/09 (dopo il Consiglio dei Ministri del 28/5/09 che ha approvato in prima lettura i Regolamenti e i quadri orario di Istituti Tecnici e Professionali)
4) lettera aperta del 23/5/09


COORDINAMENTO DOCENTI
DI DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE
http://coo-disc-scient-tecnol.blogspot.com/
coord.doc.disc.scient.tecn@gmail.com

LETTERA APERTA

Al Presidente del Consiglio ed ai Ministri, Al Ministro dell’Istruzione, Al Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, Alle Organizzazioni Sindacali, Ai Parlamentari di tutti i Partiti politici,
A chiunque possa essere interessato

Oggetto: REGOLAMENTI DI LICEI ED ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI E DELLE NUOVE CLASSI DI CONCORSO RECENTEMENTE APPROVATI DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI

IL COORDINAMENTO DOCENTI DI DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE
(docenti di varie Classi di concorso e formazione: dall'Ingegnere, al Chimico, al Fisico, al laureato in Scienze Agrarie, al laureato in Architettura...), facendo riferimento alle bozze di cui all’oggetto, pubblicate nei siti di alcuni Sindacati, ritenendo concreto il rischio di un impoverimento culturale sia scientifico che tecnologico per il nostro Paese, conseguenza inevitabile nel caso tali regolamenti non venissero corretti in seconda lettura,

CHIEDE CHE A TALI REGOLAMENTI VENGANO APPORTATE LE SEGUENTI MODIFICHE:

- CORREZIONE DEL TAGLIO DEL 20% DEL NUMERO DI ORE DI DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE NEL TRIENNIO FINALE DI TUTTI GLI ISTITUTI TECNICI TECNOLOGICI, taglio che porterà ad una minore preparazione dei futuri periti e che stride con l’aumento delle ore di Italiano (+15%) e Matematica (+10%),

- ELIMINAZIONE DA TUTTI I LICEI DI ACCORPAMENTI DI DISCIPLINE SCIENTIFICHE, AVENTI CIASCUNA DIGNITÀ DI INSEGNAMENTO A SÈ STANTE:
NO alle “Scienze naturali” (Chimica+Scienze naturali e biologiche) da scindere in “Chimica” e “Scienze (naturali e biologiche)”, da affidare ai rispettivi Laureati

- ATTRIBUZIONE ALLE DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE DI UN NUMERO DI ORE DI LEZIONE MAGGIORE PER POTER EFFETTUARE LE NECESSARIE ATTIVITÀ LABORATORIALI (2 ore settimanali sono semplicemente ridicole!)

- ISTITUTI PROFESSIONALI: NO AI TAGLI (-50-57%) delle ore di insegnamento da parte dei docenti Laureati E NO ALLE DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE INSEGNATE DA DIPLOMATI: non si tratta del “laboratorio di cucina” degli alberghieri!

- NO A CLASSI DI CONCORSO PLURIDISCIPLINARI, non deve più bastare aver sostenuto 1-2 esami di una disciplina scientifica, per insegnarla! Quindi:
· NO alla classe A-46 “SCIENZE NATURALI, CHIMICHE E BIOLOGICHE”, DA TRASFORMARE IN A-46 “SCIENZE NATURALI E BIOLOGICHE”, per i laureati in scienze naturali o biologiche, affidando la Chimica ai soli docenti Laureati in Chimica o discipline Chimiche della classe A-33 “scienze e tecnologie chimiche”
· NO alla classe A-26 “MATEMATICA E FISICA”, DA ELIMINARE COMPLETAMENTE, facendo solo riferimento alle classi A-25 “Matematica” e A-19 “Fisica”.

13/6/09
Prof. Rosario Saccà - Coordinamento docenti di discipline scientifiche e tecnologiche
http://coo-disc-scient-tecnol.blogspot.com/ e mail coord.doc.disc.scient.tecn@gmail.com


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COMUNICATO DEL
COORDINAMENTO DOCENTI DI DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE

SULLE BOZZE DI REGOLAMENTI E DI QUADRI ORARIO
DI ISTITUTI TECNICI, PROFESSIONALI E LICEI

che secondo quanto risulta dalle pagine web http://www.gildains.it/news/2009/2005_riordino_tec_prof.htm e http://www.flcgil.it/notizie/news/2009/febbraio/licei_e_istituti_tecnici_secondo_gli_schemi_di_regolamento_presentati_al_cnpi sarebbero

AL VAGLIO DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI E DEL CNPI (Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione)

IL COORDINAMENTO DOCENTI DI DISCIPLINE SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE

MANIFESTA LA PROPRIA MOTIVATA CONTRARIETÀ:

- alla riduzione di oltre il 20% del numero di ore di discipline scientifiche e tecnologiche di indirizzo, nel triennio finale dei nuovi istituti tecnici tecnologici, che va in direzione opposta rispetto alle indicazioni dell’OCSE secondo le quali “(…)è giusto che il governo agisca su questi fattori per migliorare la resa dei suoi investimenti, purché non si diminuisca il peso del core curriculum ed in particolare di quello scientifico, in cui l’Italia è già scadente”, taglio a cui peraltro corrisponde un inspiegabile aumento del numero di ore di altre discipline, tra cui Italiano (+15%) e matematica (+10%); inoltre nel biennio iniziale futuro tecnico economico si avrebbe un taglio del 60% delle ore delle discipline scientifiche (chimica, fisica, scienze della terra)…

- alla eliminazione dai quadri orario degli attuali istituti tecnici industriali dei corsi di Liceo Scientifico Tecnologico (positiva e ventennale sperimentazione), nonostante gli attuali ITIS siano dotati di attrezzati laboratori scientifici e tecnologici, nonostante l’elevato numero di ore destinate ad attività didattica di laboratorio (complessivamente, dalla I alla V, oltre il 25% delle attuali 34 ore settimanali di lezione), nonostante il rispetto in questi Licei (a differenza dei tradizionali Licei, non a caso valutati negativamente) della specificità delle competenze disciplinari (i matematici insegnano Matematica, i fisici insegnano Fisica, i chimici Chimica, i biologi Biologia, ecc.) e nonostante oltre 5000 firme e molte testimonianze dirette attestino da parte di famiglie, studenti, insegnanti, dirigenti scolastici, ma anche docenti universitari, che il Liceo Scientifico Tecnologico dia una buona preparazione per affrontare in maniera adeguata gli studi universitari scientifici e tecnologici (a fronte di un attuale numero di iscritti in corsi di laurea scientifici di appena il 3% e di un tasso di abbandoni del 26-29%);

- allo scarso rispetto, che emerge in tali quadri orario, delle competenze disciplinari specifiche degli insegnanti e del numero di ore necessario per l’insegnamento delle discipline scientifiche e tecnologiche, che devono comprendere anche le necessarie attività laboratoriali; a tale proposito diciamo a chiare lettere che:
agli alunni degli Istituti Tecnici, Professionali e dei Licei va offerto un insegnamento delle discipline Scientifiche e Tecnologiche che rispetti: 1) la necessità di un congruo numero di ore ad esse dedicate, anche per le necessarie esperienze laboratoriali, 2) la specificità delle diverse discipline scientifiche Chimica, Fisica e Scienze della Terra… che hanno piena dignità di insegnamento a sé stante, 3) le specifiche competenze dei docenti [ad es. il Laureato in Chimica o CTF (classe A013) insegni la Chimica, il fisico (A038) la Fisica, i laureati in Scienze (A060) le Scienze della Terra];
si tratterebbe semplicemente prendere atto del fatto che in Italia gli attuali docenti non hanno una formazione universitaria “pluridisciplinare”, ma rigorosamente disciplinare: ad esempio un laureato in fisica ha appena un esame universitario di chimica sostenuto, un laureato in scienze in genere un paio, a fronte degli oltre 20 esami di discipline chimiche sostenuti dal docente laureato in chimica. Questo non è un problema, ma se adeguatamente valorizzato, costituirebbe una potente risorsa, una fortuna che molti Paesi non hanno. Che senso avrebbe ad esempio cercare velleitariamente di "trasformare" un “fisico” in un “chimico” mediante un costosissimo (per i contribuenti) corso di riconversione?
Pertanto insegnamenti-calderone come le “scienze naturali” nei Licei (Chimica+scienze della terra e biologia) e le “scienze integrate” degli istituti tecnici e professionali (chimica, fisica, scienze della terra), vanno chiaramente scorporati in “insegnamenti” distinti ed autonomi, affidati rispettivamente la Chimica al laureato in Chimica o ctf della A013, la fisica al fisico della A038, la biologia e le scienze della terra al docente laureato in scienze della A060.

- al fatto che, in particolare negli istituti professionali, si intenda affidare insegnamenti di discipline scientifiche e tecnologiche al solo docente tecnico pratico diplomato.
Pur riconoscendo infatti il ruolo degli insegnanti tecnico pratici diplomati, che, anche per motivi di sicurezza (vista la crescente numerosità delle classi e considerando il fatto che i rischi di infortunio in un laboratorio scientifico e tecnologico sono molto maggiori di quelli che gli alunni corrono in una normale aula scolastica), lavorano in compresenza con il docente Laureato, riteniamo comunque che l’insegnamento di tali discipline, anche in laboratorio, debba essere tenuto dal docente laureato nella specifica disciplina (ad esempio il Laureato in Chimica o CTF la chimica la deve insegnare ovunque, anche in laboratorio, eventualmente coadiuvato dal docente diplomato insegnante tecnico pratico). Diverso ovviamente è il caso di discipline che “nascono” completamente pratiche, come il laboratorio di cucina negli istituti professionali alberghieri…